Indicazioni per la realizzazione delle segnalazioni di vigilanza da parte delle istituzioni creditizie e finanziarie (Circolare banca d’Italia n.154)

Banca d’Italia ha pubblicato l’aggiornamento della circolare contenente le indicazioni per la realizzazione delle segnalazioni di vigilanza da parte delle istituzioni creditizie e finanziarie.

Il documento oltre che introdurre nuove modifiche alla disciplina va a modificare i preesistenti schemi di segnalazione. Quanto introdotto dall’aggiornamento risulterà vincolante a partire dal 1 gennaio 2018 per tutti i gruppi il cui bilancio sia concluso entro il 31 dicembre 2017, in caso contrario trova applicazione il 65° aggiornamento fino alla chiusura del bilancio riferito al corrente esercizio.

L’aggiornamento diffuso da Banca d’Italia, provvede ad modificare la disciplina preesistente introducendo alcune novità inerenti l’ambito di applicazione delle normativa stessa. Con questa Banca d’Italia in particolare va ad inglobare, tra i soggetti ai quali si applica l’obbligo di segnalazione delle prestazioni di servizi di pagamento ovvero emissione di moneta elettronica, agli istituti di pagamento e agli istituti di moneta elettronica comunitari che operino, anche mediante succursali o soggetti convenzionati ovvero reti, all’interno del territorio italiano.

Processo di controllo prudenziale e grandi esposizioni

Modifiche alla circolare n. 285 (disposizioni di vigilanza per le banche) e alla disciplina prudenziale delle sim revisione della disciplina in materia di “processo di controllo prudenziale” e “grandi esposizioni”

La Banca d’Italia ha pubblicato, per consultazione, alcune modifiche alla normativa prudenziale per le banche e per le SIM volte ad adeguare la disciplina secondaria alle innovazioni del quadro normativo europeo in materia di misure di intervento precoce, rischio di tasso di interesse nel banking book e limiti delle esposizioni verso soggetti del sistema bancario ombra.

La maggior parte delle modifiche sono già state oggetto di consultazione pubblica e di analisi di impatto da parte dell’ABE (Autorità Bancaria Europea) e la restante parte degli interventi (misure di intervento precoce) non introduce aggravi per gli operatori, atteso che si limita a specificare profili già previsti nella normativa primaria.


Con il presente documento si sottopone a consultazione lo schema di modifiche alla Circolare n. 285 (Disposizioni di vigilanza per le banche) riguardanti i capitoli in materia di “Processo di controllo prudenziale” (Parte Prima, Tit. III, Cap. 1) e “Grandi esposizioni” (Parte Seconda, Cap. 10).
In particolare gli adeguamenti normativi attengono ai seguenti profili:

  • Processo di controllo prudenziale (Parte Prima, Tit. III, Cap. 1): vengono recepite a livello di normativa secondaria – precisando le interrelazioni con i poteri di intervento a disposizione dell’Autorità di Vigilanza – le misure di intervento precoce. Si attuano gli orientamenti dell’ABE in materia di rischio di tasso di interesse nel banking book;
  • Grandi esposizioni (Parte Seconda, Cap. 10): si attuano gli orientamenti dell’ABE in materia di limiti individuali e aggregati delle esposizioni verso il sistema bancario ombra (Shadow banking entities – “SBE”).

Regolamento IVASS n.36 del 28 febbraio 2017

Regolamento IVASS n.36 28/02/2017

Pubblicato il Regolamento IVASS n. 36 del 28 febbraio 2017 recante disposizioni relative alla comunicazione all’IVASS di dati e informazioni per lo svolgimento di indagini statistiche, studi e analisi relative al mercato assicurativo ai sensi dell’articolo 190-bis del Titolo XIV (Vigilanza sulle imprese e sugli intermediari), Capo I (Disposizioni generali), del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 – Codice delle assicurazioni private.

L’introduzione delle disposizioni in tale ambito trae origine anche dall’art. 159 della Direttiva 2009/138/CE (Direttiva Solvency II), rubricato “Informazioni statistiche sulle attività transfrontaliere”, e tiene conto del Protocollo Generale relativo alla collaborazione delle Autorità di vigilanza assicurativa degli Stati Membri dell’UE (ex Protocollo di Siena, rivisto da ultimo con Decisione del Board of Supervisors dell’EIOPA del 31 gennaio 2017).
Tra gli aspetti di maggiore interesse disciplinati dal Regolamento, si segnala in particolare che:

  • l’ambito di applicazione delle anticipazioni di bilancio viene esteso alle riassicuratrici nazionali e alle rappresentanze di riassicuratrici di Stati terzi;
  • il termine di trasmissione per le anticipazioni di bilancio è posticipato al 31 marzo, in modo da ottenere una migliore qualità dei dati;
  • per i moduli di bilancio utilizzati per finalità statistica è stata conservata la numerazione e la struttura della modulistica del Regolamento ISVAP n. 22/2008, in continuità con le vigenti segnalazioni, limitando l’impatto sulle procedure di acquisizione e sui programmi di controllo;
  • le indagini statistiche in vigore, promosse con lettere al mercato, circolari statistiche o dispositive, di cui all’allegato 1 al presente Regolamento, rientrano nei generali obblighi di comunicazione previsti dall’art. 190-bis del Codice;
  • la raccolta dati a fini statistici e di conoscenza del mercato assicurativo è soggetta all’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 310, comma 1, del Codice, nei casi di mancato rispetto delle modalità e dei termini di trasmissione nonché dei criteri di qualità stabiliti dall’art. 190, comma 1-ter, del Codice;
  • viene chiesto al consiglio di amministrazione o, nelle imprese che hanno adottato il sistema di cui all’articolo 2409-octies del Codice civile, al consiglio di gestione, ovvero, per le sedi secondarie, al rappresentante generale, di approvare la “politica delle informazioni statistiche” da trasmettere all’IVASS e di individuare il referente unico per la comunicazione delle informazioni statistiche all’IVASS;
  • è stata innovata la rilevazione relativa al contenzioso del ramo r.c. auto, di cui alla circolare ISVAP n. 458/2001 e alla lettera circolare ISVAP del 26 ottobre 2007

Semplificazione delle segnalazioni di vigilanza

Nell’articolo si riporta che, in un sistema improntato a criteri di vigilanza prudenziale, l’informazione gioca un ruolo fondamentale nell’ambito della supervisione sul mercato bancario e, dopo la recente attuazione della riforma del titolo V del Testo Unico Bancario, anche nel mercato parabancario. Oltre le banche, anche gli intermediari finanziari non bancari sembrano chiamati a significativi adempimenti di vigilanza informativa, che da tempo assegna in capo alla Banca d’Italia il potere di richiedere l’invio di dati e notizie di suo interesse, anche attraverso segnalazioni periodiche. Queste ultime, in particolare, danno contenuto ai principali meccanismi di controllo a distanza in vista dell’obiettivo di verificare nel tempo il perseguimento della sana e prudente gestione da parte dei soggetti vigilati.

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L’articolo prosegue dicendo che in tale contesto, va considerato che le opzioni applicative della riforma del titolo V TUB si incardinano in un contesto in evoluzione, segnato dal recepimento della CRD IV e del CRR, che ha introdotto nuovi e più elevati standard di vigilanza. Sicché l’avvicinamento della regolazione degli intermediari finanziari alle banche impone al regolatore di tenere in considerazione il recente assetto della vigilanza informativa sulle banche.
A valle di tale innovazione, pertanto, vi sono specifiche soluzioni tecniche che si propongono di proiettare tutti gli intermediari finanziari non bancari verso le regole prudenziali, al fine di gestire – anche in questo comparto – i rischi che qualificano l’attività di finanziamento (e, laddove consentito, di rifinanziamento) posta in essere da questi ultimi.
Rileva, a tal fine, la specifica previsione di inserire nella parte II della Circolare n. 286, relativa alle segnalazioni non armonizzate, la Sezione 5 relativa agli intermediari finanziari. Per tenere conto delle peculiarità di tali soggetti sono state previste alcune regole specifiche e introdotte molteplici semplificazioni ai fini segnaletici.
In conclusione, gli aggiornamenti del sistema segnaletico a base della vigilanza prudenziale risultano informati al principio di conoscibilità delle informazioni più rilevanti. Conseguentemente, l’attenzione mostrata per la struttura organizzativa e l’operatività dei soggetti da vigilati induce a predeterminare le modalità di esercizio del potere di chiedere e ottenere dagli intermediari finanziari tutte le informazioni relative alla situazione patrimoniale, ai relativi profili tecnici ed al loro andamento gestionale. Ne risulta un sistema che appare in grado di assicurare che l’Organo di vigilanza assuma decisioni e provvedimenti in condizioni di piena informazione, consentendo in tal modo di orientare ogni intervento verso la tutela della sana e prudente gestione delle imprese vigilate e, in tal modo, verso la stabilità del sistema finanziario italiano.