Anticiriclaggio – D.Lgs di attuazione della Direttiva (UE) 2015/849

È stato approvato dal Consiglio dei ministri il decreto legislativo di attuazione della Direttiva europea relativa alla prevenzione al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Il Decreto va ad apportare alcune modifiche alla disciplina attualmente in vigore, in particolar modo andando a rafforzare il sistema dei controlli e a ridurre tutte quelle formalità, relative alla conservazione delle informazioni e dei documenti utili, che rendevano meno  agile il sistema.

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo il decreto legislativo che attua la disciplina introdotta dall’Unione europea in tema di finanziamento del terrorismo e riciclaggio. L’armonizzazione della normativa interna ha previsto l’ampliamento della lista dei soggetti ritenuti a rischio di commissione di tali reati finanziari, lista che sarà utile al fine di guidare la realizzazione di controlli più approfonditi.

Sempre nella disciplina dei controlli si introduce poi il blocco di tutte quelle operazioni sospette, che potranno essere realizzate solo a conclusione positiva dei controlli effettuati
Per quanto concerne invece il sistema sanzionatorio si stabilisce il principio secondo cui il sistema disegnato preveda sanzioni che siano effettive, proporzionate e dissuasive.

Stati a rischio riciclaggio e finanziamento al terrorismo

Risoluzione del Parlamento Europeo del 19 gennaio 2017.

Il Parlamento Europeo ha bocciato la proposta della Commissione Europea relativa alla blacklist di Stati considerati a rischio in materia di riciclaggio di denaro e di finanziamento al terrorismo. La lista comprendeva 11 Stati, fra i quali Afghanistan, Bosnia-Erzegovina, Iraq e Siria.

Il Parlamento Europeo ha bocciato tale lista in quanto è stata considerata troppo limitata e ritenendo che andrebbe ampliata includendo territori che, ad esempio, facilitano i reati in materia fiscale.


Le persone fisiche e giuridiche provenienti dagli Stati inclusi nella blacklist, nella proposta della Commissione, sarebbero soggette a controlli più approfonditi, in caso di svolgimento di attività nell’Unione Europea.
A seguito del voto negativo da parte del Parlamento Europeo, rimarrà in vigore la vigente lista di paesi terzi a rischio riciclaggio e finanziamento al terrorismo, in attesa della revisione da parte della Commissione Europea.

Articolo Lusletter – Delitto di autoriciclaggio

Articolo Lusletter di Articolo di Luca Bettinelli.

Nell’articolo si riporta la sentenza espressa dalla seconda sezione penale della Suprema Corte, all’esito di un giudizio nell’ambito del quale il ricorrente Procuratore della Repubblica di Torino chiedeva l’annullamento con rinvio dell’ordinanza del Tribunale delle libertà in ordine alla errata qualificazione dei fatti costituenti il delitto di auto-riciclaggio.

L’articolo prosegue riportando che secondo il Tribunale della libertà la condotta posta in essere da due indagati non integrava la condotta di autoriciclaggio,in quanto tali soggetti si erano impossessati di una borsa contenente una carta bancomat, avevano prelevato la somma di Euro 500,00 e l’avevano successivamente depositata su una carta prepagata intestata ad uno di essi.

antiriciclaggio
La Suprema Corte investita della questione, ha avuto modo di precisare che sussistono almeno due ordini di ragioni per ritenere non integrato nel caso di specie il delitto di autoriciclaggio.
In primo luogo, infatti, non costituisce né attività economica né attività finanziaria il mero deposito di una somma su una carta prepagata. In secondo luogo, invece, la Corte di Cassazione rileva che la norma sull’autoriciclaggio punisce esclusivamente quelle attività di impiego, sostituzione o trasferimento di beni od altre utilità commesse dal medesimo autore del delitto presupposto che siano effettivamente idonee ad “ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa”.