Requisiti minimi di capitale

Il Comitato Basilea, ha pubblicato l’aggiornamento delle FAQ in relazione ai requisiti minimi di capitale che le banche devono rispettare per i rischi di mercato. Esse vanno ad aggiornare le questions and answers pubblicate lo scorso gennaio 2017. La struttura del documento è suddivisa in:
– una prima parte relativa all’approccio utilizzato;
– una seconda parte relativa all’IMA, i modelli di approccio interni;
– una parte finale sul portafoglio di negoziazione.Le questions and answers pubblicate intendono chiarire la disciplina prevista in relazione agli standard per il capitale minimo richiesto ai fini dei rischi di mercato dal Comitato Basilea nel 2016. All’interno della prima parte, sono proposti degli standard per uniformare l’approccio adottato per il calcolo dei rischi. La seconda parte invece, analizza i modelli di approccio interno previsti per il calcolo del capitale e infine, in , è analizzato il portafoglio di negoziazione, fornendo ad esempio chiarimenti in merito alla movimentazione tra portafoglio di negoziazione e il portafoglio bancario.

 

Faqs on market risk capital requirements

Valutazione dell’adeguatezza patrimoniale e della liquidità

Guida della BCE sul processo interno di valutazione dell’adeguatezza patrimoniale (ICAAP)  e Guida della BCE sul processo interno di valutazione della liquidità (ILAAP)

La Bce ha avviato una pubblica consultazione in tema di risk management. Le due guide per la valutazione dell’adeguatezza dal punto di vista patrimoniale  e della liquidità. I due documenti sono finalizzati a dare supporto agli istituti creditizi nel rafforzare gli ICAAP e ILAAP.  Le Guide si rivolgono a tutti enti crediti riconosciuti quali soggetti vigilati significativi dal regolamento sull’MVU. Insieme alle due guida la Bce ha provveduto a diffondere altresì un documento nel quale fornisce chiarimenti utili sulle guide, quali la finalità la natura giuridica e il legame con la normativa nazionali ed eventuali altre guide.


Il termine ultimo per la presentazione di interventi sui documenti è  fissato al 4 maggio 2018.

I documenti posti in consultazione dalla Bce pongono per le due tematiche sette principi elaborati congiuntamente alla autorità competenti nazionali. Tali principi non presentano carattere di tassatività in quanto ogni ente creditizio presenta propria autonomia nella attuazione delle due valutazione, ma intendo porsi quale base utili per l’attuazione di ILAAP e ICAAP efficaci e completi.
I principi proposti prevendono che:

  • la responsabilità dell’organo di amministrazione per la governance dell’ICAAP e dell’ILAAP;
  • ICAAP e ILAAP costituiscono parte integrante del quadro complessivo di gestione;
  • Le due valutazioni contribuiscono alla continuità dell’ente assicurando l’adeguatezza della liquidità da prospettive diverse;
  • Tutti i rischi rilevanti sono identificati e considerati;
  • Le riserve di liquidità interne e il capitale è di qualità elevata e definito in maniera chiara;
  • Le metodologie per la quantificazione dei rischi sono adeguate, coerenti e convalidate in maniera indipendente;
  • Lo svolgimento di prove di stress periodiche è teso ad assicurare l’adeguatezza della liquidità in condivisioni avverse.

Vigilanza EU – Nuovi assetti istituzionali

I nuovi assetti istituzionali della vigilanza europea sul mercato finanziario e il sistema bancario.

La Consob ha pubblicato un documento che introduce i nuovi assetti istituzionali previsti per la vigilanza europea per il mercato finanziario ed il sistema bancario. Il quaderno, analizza l’evoluzione del contesto europeo degli ultimi anni, strutturandosi in quaderni di finanza; discussion papers; quaderni giuridici e position papers.

Il documento, partendo da un’analisi della situazione attuale europea, intende proporre nuovi temi di confronto all’interno dell’ambito finanziario.

All’interno dei position papers nello specifico, la Consob propone alcune novità in relazione alla regolazione finanziaria; al ruolo delle National Competent Authorities; al Single Supervisory Mechanisme e la creazione del Capital Markets Union.

Vigilanza Bancaria – Istituzione Commissione di inchiesta sul sistema bancario e finanziario

Proposta di legge trasmessa dal Senato il 5 aprile 2017

Il Senato ha approvato in via definitiva la proposta da legge circa l’istituzione di una Commissione di inchiesta sul sistema bancario e finanziario. I compiti individuati in capo alla Commissione saranno compiti di verifica sulla gestione del sistema bancario italiano in particolar modo in luce della recente crisi economica e finanziaria.

La Commissione parlamentare che sarà istituita avrà competenza di inchiesta sul sistema bancario e finanziario e prevedrà nella sua composizione  venti senatori e venti deputati nominati dal Presidente della Camera e del Senato in proporzione al numero di componenti dei vari Gruppi parlamentari. Nello specifico avrà quali competenze:

  • la verifica sugli effetti della crisi finanziarie sul sistema bancario italiano e sul debito sovrano;
  • la gestione degli istituti bancari, coinvolti in situazioni di crisi o dissesto, che siano stati destinatari di risorse pubbliche o in risoluzione;
  • efficacia delle attività di vigilanza e l’adeguatezza della disciplina legislativa e regolamentare nazionale ed europea
Scelta del tool per la compliance

Breve guida alla scelta di un tool per la Compliance

La scelta di un tool per la Compliance

Gli intermediari finanziari si trovano oggi a operare in un contesto caratterizzato da una quantità enorme di normative da rispettare. Il peso e l’impatto che può avere questo tema all’interno di qualunque organizzazione è sempre più evidente, tanto da aver spinto Banche e aziende a cercare soluzioni efficaci per la gestione della Compliance, cioè l’attività di messa a norma nel rispetto delle disposizioni vigenti. I problemi sono nati quando, oltre all’aumento in numero, anche la complessità delle normative ha iniziato a crescere di pari passo. Si è resa quindi ancor più necessaria un’attenta e specifica strutturazione dei processi di gestione, che ha portato a una ricerca del tool per la Compliance più adatto.

La quantità e la complessità delle normative vengono tradizionalmente gestite con applicativi di gestione dei dati, come per esempio MS Excel che, oltre a formule complesse, permette la creazione di Macro mediante il linguaggio di programmazione Visual Basic. La principale anomalia di questa gestione basata sui fogli di calcolo è la non unicità della metodologia applicata: spesso infatti, il singolo file viene gestito da più attori, i quali potrebbero applicare metodi e giudizi di livello soggettivo, e non oggettivamente condiviso. Lo stesso file, viene spesso condiviso tra gli attori mediante invio/ricezione email, cosa sicuramente non ben vista dalle autorità. A meno di particolari tecniche di gestione, il cronologico delle modifiche effettuate si basa sulla semplice storicizzazione del documento a una precisa data/ora, per cui potrebbe risultare difficoltoso verificare le variazioni tra una versione e una successiva.

Assumendo che la gestione dell’attività di Compliance attraverso fogli di calcolo sia ottima, si potrebbe verificare una problematica relativa alla generazione di reportistica standard, che segua un layout che non cambi nel tempo. Per migliorare drasticamente l’efficienza operativa e ridurre al minimo il rischio di commettere errori, magari incombendo in sanzioni dettate dalle stesse normative, è consigliato l’utilizzo di uno strumento adatto allo scopo: per questa ragione, vi proponiamo alcune linee guida per scegliere nel modo migliore.

Guida alla scelta del tool per la compliance

Come scegliere un tool per la Compliance?

La prima cosa da sapere, durante la scelta di uno strumento di tanta importanza, è che non ci si potrà più accontentare della monofunzionalità: infatti, il tool per la Compliance dovrà mettere a disposizione di chi lo usa una vasta gamma di azioni utili, dalla raccolta e individuazione dei cambiamenti normativi all’identificazione dei rischi, fino alla gestione degli impatti sui processi operativi dell’organizzazione. Considerata la mutevolezza del contesto è vitale dotarsi di strumenti e metodologie pienamente adeguati nell’affrontare ogni necessità  in maniera efficace.

All’interno dello strumento deve essere garantita l’analisi della struttura organizzativa della Banca o Azienda e dell’insieme dei processi operativi con cui opera, che siano essi Core o di Supporto. Questo è il punto di partenza per un ottimo tool. Ai dati raccolti, poi, potranno essere collegate le diverse entità di rischio e organizzate le azioni di controllo adatte poste a presidio. Il tutto dev’essere rappresentabile graficamente, per una più facile consultazione.

Sarà inoltre fondamentale identificare i rischi collegati agli adempimenti normativi in carico a ciascuna unità dell’organizzazione. Considerato il ruolo che andrà a ricoprire, pretendere il massimo dal tool per la Compliance è doveroso: un esempio è evidenziato dalla possibilità di implementazione sistemica delle normative di riferimento e delle eventuali sanzioni applicabili in caso di mancato rispetto. Lo strumento dovrà mostrare particolare flessibilità, per permettere di gestire l’insieme di rischi e delle azioni di mitigazione.

Per quanto riguarda l’alimentazione del tool, al fine di avere un quadro normativo sempre aggiornato, è fondamentale che possa esser aggiornato automaticamente con base dati attendibili, come ad esempio l’utilizzo di servizi info-provider riguardanti la normativa a cui l’organizzazione dovrà rendersi “compliant” per lo svolgimento delle proprie attività. La complessità delle operazioni deve essere alleggerita dal tool, permettendo prima la valutazione del rischio all’interno dei processi e in seguito l’identificazione e l’esecuzione di test circa l’effettiva correttezza e funzionalità dei controlli.

VP Compliance

Se è vero che lo scenario normativo è in continuo cambiamento, il rispetto delle regole sarà un requisito da tenere sempre più sotto controllo per qualsiasi organizzazione anche negli anni a venire. La tecnologia contribuisce anche in questo caso a ridurre il rischio e le responsabilità legate alla conformità normativa. Un esempio lampante è VP Compliance, applicativo proprietario Value Process nato per risolvere tutte queste problematiche con la massima semplicità. Dopo diversi anni nel settore, Value Process ha idealizzato i meccanismi Core del software, traducendoli in un tool semplice ma altamente funzionale per la gestione delle attività degli uffici Compliance di qualsiasi organizzazione, sia in ambito bancario che assicurativo, o aziendale. Conoscendo le esigenze e i mezzi a disposizione della propria clientela, questo tool si integra perfettamente con le realtà aziendali di qualsiasi tipologia.

Infatti, VP Compliance ha come prima caratteristica la staticità della metodologia scelta dal Cliente, così da evitare che un utente applichi regole o valutazioni difformi rispetto ad altri. La presenza di un unico tool, utilizzato trasversalmente in un’organizzazione, permette la massima condivisione e protegge l’unicità delle informazioni. Una volta alimentato, la reportistica non è altro che una semplice interrogazione del database, così da semplificarne l’utilizzo nel continuo. Ipotizzando l’utilizzo a lungo termine, VP Compliance può esser alimentato da basi dati esterne per aver sempre aggiornate le normative censite e i relativi rischi e doverosi controlli posti in esser, così da esser un vero supporto all’organizzazione, e non un foglio di calcolo statico in cui dover continuamente immettere dati manualmente. Infine, ma non ultimo per importanza, mediante questo tool sarà possibile verificare lo storico di ogni singolo aspetto dell’attività di Compliance, così come richiesto in casi di ispezioni di vigilanza.

Potrebbe essere il tool per la Compliance adatto all’esigenze della vostra organizzazione? Scoprite maggiori dettagli richiedendo una consulenza gratuita.

Nuove disposizioni di vigilanza per intermediari finanziari

Pubblicata dalla Banca d’Italia la Circolare n. 288 del 3 aprile 2015 la disciplina di vigilanza dei soggetti operanti nel settore finanziario.

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La circolare disciplina i soggetti operanti nel settore finanziario (intermediari finanziari, confidi di maggiori dimensioni, agenzie di prestito su pegno e società fiduciarie disciplinate dall’art. 199, comma 2, del Testo unico della finanza – TUF) sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia a seguito della riforma del Titolo V TUB, operata con il decreto legislativo 13 agosto 2010, n.141, come successivamente modificato e integrato.
Il contenuto dell’attività di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma e l’esercizio nei confronti del pubblico è definito dal Decreto adottato dal Ministro dell’Economia e delle finanze ai sensi dell’art. 106, comma 3, TUB (cfr. contenuti correlati).
Le presenti disposizioni entrano in vigore il 60° giorno successivo alla pubblicazione sul sito della Banca d’Italia (12 maggio 2015).
Nel Bollettino di vigilanza del 5 Maggio 2015 reperibile sul sito di Banca d’Italia vengono descritte: l’impostazione e le linee di indirizzo della nuova disciplina; gli aspetti di maggiore rilievo della stessa; le disposizioni transitorie e le abrogazioni.