Contratti di credito immobiliare ai consumatori

Circolare n. 288 – 2°aggiornamento del 27 settembre 2016 – Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 – 17° aggiornamento.

Banca d’Italia ha pubblicato l’aggiornamento n. 2 del 27 settembre 2016 alla Circolare Banca d’Italia 3 aprile 2015 n. 288, recante disposizioni di vigilanza per gli intermediari finanziari, e l’aggiornamento n. 17 del 27 settembre 2016 alla Circolare Banca d’Italia 17 dicembre 2013 n. 285, recante disposizioni di vigilanza per le banche.

Con i presenti aggiornamenti sono modificati il Capitolo 1 del Titolo III (Organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni) della Circolare n. 288 e il Capitolo 3 (Sistema dei controlli interni), Parte Prima, Titolo IV, per attuare gli artt.120-undecies e 120-duodecies del TUB, che recepiscono le disposizioni della direttiva 2014/17/UE relative alla verifica del merito di credito del consumatore e alla valutazione degli immobili cui sono tenute le banche che concedono ai consumatori crediti immobiliari.

Le disposizioni in materia di valutazione del merito di credito del consumatore sono state attuate mediante il rinvio ricettizio agli Orientamenti dell’ABE, relativi alle modalità di verifica del merito creditizio del consumatore che le banche devono svolgere, in modo approfondito, prima della conclusione del contratto di credito immobiliare.

contratti

Con riguardo alla valutazione dei beni immobili posti a garanzia di finanziamenti, il presente aggiornamento disciplina il ruolo degli organi aziendali e delle funzioni aziendali di controllo nella definizione delle politiche e dei processi per lo svolgimento dell’attività di valutazione degli immobili, i requisiti di professionalità e di indipendenza dal processo di commercializzazione del credito dei periti, e l’affidamento dell’attività di valutazione a periti esterni.

Le disposizioni relative alla verifica del merito di credito ai fini della concessione del credito immobiliare ai consumatori contenute nel presente aggiornamento entrano in vigore il giorno successivo a quello della pubblicazione sul sito web della Banca d’Italia, mentre le disposizioni relative alla valutazione dei beni immobili si applicano a partire dal 1° novembre 2016.

Riforma delle banche di credito cooperativo

La Banca d’Italia ha pubblicato per consultazione la normativa secondaria di attuazione della riforma delle banche di credito cooperativo approvata lo scorso aprile dal Parlamento (D.Lgs. n. 18 del 14 febbraio 2016 convertito nella L. 8 aprile 2016, n.49).

La riforma attribuisce alla Banca d’Italia il compito di emanare norme di attuazione sui seguenti aspetti:

  • i requisiti minimi organizzativi e operativi della capogruppo;
  • il contenuto minimo del contratto di coesione;
  • le caratteristiche della garanzia in solido;
  • il procedimento per la costituzione del gruppo e l’adesione allo stesso;
  • i requisiti specifici dei gruppi provinciali.

Riforma delle banche

L’obiettivo delle disposizioni che la Banca d’Italia sottopone a consultazione pubblica è di consentire la creazione di gruppi bancari caratterizzati da unità di direzione strategica e operativa, integrazione della governance e coesione patrimoniale, e perciò capaci di rispettare le regole prudenziali europee, di soddisfare gli standard di supervisione del Meccanismo di Vigilanza Unico e di risolvere autonomamente eventuali difficoltà di singole banche del gruppo. Al contempo, la disciplina proposta è rispettosa delle finalità mutualistiche delle BCC e dà attuazione al principio di proporzionalità dei poteri della capogruppo rispetto alla rischiosità delle banche affiliate, in conformità a quanto previsto dalle nuove norme del TUB.

Concessione di finanziamenti al pubblico

Concessione di finanziamenti al pubblico. Cosa cambia?

L’articolo di Luca Bettinelli riprende il tema della conclusione del periodo transitorio previsto dall’articolo 10 del D.lgs. n.141/2010 con la conseguente cessazione della tenuta, da parte della Banca d’Italia, degli Elenchi generale e speciale degli Intermediari finanziari, di cui agli articoli rispettivamente 106 e 107 del TUB nella versione antecedente alla riforma introdotta dal citato Decreto e tutti i soggetti ancora iscritti vengono cancellati d’ufficio.

finanziamenti al pubblico

Nell’articolo si fa riferimento all’Avviso per il pubblico pubblicato sul sito di Banca d’Italia in data 12 maggio 2016, con cui l’Autorità di vigilanza ha ribadito nuovamente che a partire da tale data, possono continuare a esercitare l’attività di concessione di finanziamenti nei confronti del pubblico soltanto gli intermediari che, avendo presentato istanza nei termini previsti per l’iscrizione nel nuovo albo ex art. 106 TUB, hanno già ottenuto la suddetta autorizzazione o hanno un procedimento amministrativo avviato ai sensi della l. n. 241/90 e non ancora concluso.
Con riferimento agli Albi ed Elenchi di Vigilanza pubblicati sul sito di Banca d’Italia, l’Autorità di vigilanza fa presente che, a causa della numerosità degli interventi da effettuare sugli archivi e delle verifiche da svolgere, la funzione di ricerca degli intermediari già iscritti nell’elenco generale avrebbe potuto fornire informazioni non aggiornate entro, e non oltre, il 16 maggio.

Documento in consultazione – Aggiornamento Circolare n. 262

Banca d’Italia ha posto in pubblica consultazione le modifiche alla Circolare n. 262 in materia di bilancio bancario ed alle disposizioni recanti istruzioni per la redazione dei bilanci e dei rendiconti degli intermediari finanziari ex art. 106 del TUB, delle agenzie di prestito su pegno ex art. 112 del TUB, degli istituti di pagamento, degli IMEL, delle SGR e delle SIM.

Banca d’Italia intende modificare, per le banche e gli intermediari finanziari, l’informativa di nota integrativa sulla “qualità del credito” per adeguarla alle nuove definizioni di attività finanziarie deteriorate introdotte ai fini delle segnalazioni di vigilanza nel mese di gennaio 2015. Tali definizioni riflettono le nozioni di Non-Performing Exposures e Forbearance stabilite dall’Autorità Bancaria Europea e approvate dalla Commissione Europea.

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In particolare, tale informativa viene modificata per riflettere le nuove categorie di attività finanziarie deteriorate (sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate) e quella delle esposizioni oggetto di concessioni.