Servizi di pagamento – Moneta elettronica – Proposte di incentivazione


Con Nota dell’11 settembre 2019 il Centro Studi Confindustria ha avanzato una proposta di intervento normativo volta ad incentivare l’uso della moneta elettronica e disincentivare quello del contante. Tra gli obiettivi dell’intervento, inoltre, ci sarebbe quello di sterilizzare, nella percezione del cittadino ma anche nei fatti, un eventuale aumento dell’IVA, incidendo sulla componente più ampia dell’evasione e modificando gradualmente i comportamenti favorendo un cambiamento culturale verso l’utilizzo di moneta elettronica.

In particolare, proposta si articola su due interventi:
a) garantire un credito di imposta del 2 per cento al cliente che effettua i pagamenti mediante transazioni elettroniche (incentivo all’uso della moneta elettronica);
b) introdurre una commissione in percentuale dei prelievi da ATM o sportello eccedenti una certa soglia mensile (disincentivo allʼuso del contante).
Secondo Confindustria, nella proposta fatta di incentivi all’uso della moneta elettronica e disincentivi all’uso del contante non ci sono oneri aggiuntivi netti per la finanza pubblica. Ma è evidente che ci può essere un recupero di gettito attraverso la riduzione dell’evasione fiscale. Al fine di rendere operativi gli interventi, inoltre, il documento sottolinea che è necessario affrontare le seguenti questioni aperte:
– il meccanismo di incentivo e disincentivo proposto amplia notevolmente il mercato della moneta elettronica: si dovrebbe ricercare un accordo con gli operatori per limitare le commissioni sulle singole transazioni, visto che auspicabilmente aumenteranno i volumi;
– la misura sulla detrazione per le transazioni elettroniche dovrebbe prevedere l’inclusione dei pagamenti tramite bonifico bancario nell’area detraibile; è necessario svolgere un approfondimento in merito alle transazioni da includere nel perimetro;
– il meccanismo del credito di imposta esclude gli incapienti. Si potrebbe immaginare invece uno sconto applicato direttamente dall’esercente;
– si ritiene necessaria una valutazione sulla “percezione” dei contribuenti in merito a una commissione sui prelievi: potrebbe infatti essere percepita come un primo passo verso la limitazione ai prelievi in caso di una degenerazione della situazione economica nazionale;
– la misura sui prelievi, da applicare a ciascun conto corrente potrebbe essere elusa attraverso l’apertura di più conti. Va valutato se, dal punto di vista operativo, si può fare una misura “nominativa”, aggregando più conti.

 

Nota Confindustria dell’11 settembre 2019